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La crisi però è dietro l'angolo. Dopo aver ottenuto tutto ciò che era umanamente possibile ottenere, Jordan annuncia a sorpresa il suo ritiro.
Il 6 Ottobre 1993 in una conferenza straripante di giornalisti con al fianco il proprietario dei Chicago Bulls Jerry Reinsdorf e il commissioner NBA David Stern, comunica al mondo la sofferta decione. Lui stesso ammette, in una dichiarazione: "Ho perso ogni motivazione". Nel gioco del basket non ho più nulla da dimostrare : è il momento migliore per me per smettere. Ho vinto tutto quello che si poteva vincere. Tornare? Forse, ma ora penso alla famiglia!". A parte queste dichiarazioni "esistenziali", a incidere sulla sua decisione sono soprattutto due fattori. Il primo è legato alla vicenda del gioco d'azzardo e alle scommesse, il secondo è la tragica morte di suo padre James, ucciso con un colpo di pistola calibro 38 ai bordi di un'autostrada del North Carolina a scopo di rapina.


Quasi un anno dopo il ritiro, il 9 Settembre 1994 torna a giocare al "Chicago Stadium" in una partita di beneficenza tra giocatori NBA organizzata dal suo ex compagno Pippen. La cerimonia avviene dentro ad uno United Center stracolmo, le lacrime si sprecano quando viene alzata sul soffitto la tela della sua maglia. La storia del fantastico Jordan sembra davvero finita. "Voglio dimostrare di poter primeggiare anche in un'altra disciplina", sono le prime parole del nuovo Jordan. Ecco allora che il 7 Febbraio 1994 firma un contratto con la i Chicago White Sox, squadra della major league di baseball. Un sogno coltivato sin da quando era ragazzino, che però si infrange solo dopo 45 giorni quando si dovrà accontentare della molto meno prestigiosa maglia dei Birmingham Barons in una lega di seconda divisione. "E' stato un sogno per me, 16 dollari al giorno per mangiare attraversando le piccole città dell'America in pullman, un'esperienza che mi ha arricchito. Mi ha dato più voglia di tornare a giocare a basket".

Ben presto dunque, torna a casa, dichiarando che la sua esperienza con il baseball è conclusa. I suoi tifosi iniziano a sperare quando si allena per due giorni di fila con i Bulls.. La rete televisiva ESPN interrompe i programmi per dare la notizia di un suo possibile ritorno. La Nike invia 40 paia di scarpe ai Bulls, quelle di Jordan. 18 Marzo alle 11.40 del mattino i Bulls emanano un breve comunicato: "Michael Jordan ha informato i Bulls di aver interrotto il suo volontario ritiro di 17 mesi. Esordirà domenica a Indianapolis contro i Pacers". Jordan, accompagnato da alcune guardie del corpo, si presenta a una conferenza stampa superaffollata balbettando solo poche parole: "I'm back". Sono tornato!.

Insomma, non ancora appagato dei trionfi ottenuti, decide di continuare per un'ulteriore, forse ultima, stagione. La marcia dei "tori" durante la regular season 97-98, anche se non emozionante come le precedenti, è comunque convincente. L'esito, però, è sempre lo stesso: i Bulls giungono nuovamente alla finalissima, dove incontrano i Jazz per il secondo anno consecutivo, uscenti da un'agevole finale di Conference vinta per 4-0 contro i giovani Lakers.

I Bulls arrivano così al sesto titolo, forse l'ultimo, come detto, per Michael Jordan, che intravede all'orizzonte sempre più da vicino il momento del ritiro definitivo.





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